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Mar 03

Destinazione Capo Nord – 2013

27.6.2013 ore 11,15 giovedì
Finalmente si parte destinazione Capo Nord.
Il tragitto è lungo ed a volte noioso. Passato il Brennero puntiamo verso Bamberg. A sera ci fermiamo in un autogrill per dormire.

28.6. venerdì
Si riparte. Il cielo è nuvoloso a tratti pioviggina, poi esce il sole e nuovamente pioviggina.
Arriviamo a Bamberg verso mezzogiorno ma le tariffe dell’area di sosta prevedono solo 12, 24 o 36 ore mentre noi vogliamo fermarci solo due o tre ore, giusto il tempo di fare due passi in città e mangiare qualcosa di veloce, per cui decidiamo di fermarci in periferia, facciamo un giretto nei giardini, pranziamo e quindi ripartiamo destinazione Celle dove arriviamo verso sera.
Il parcheggio camper è vicinissimo al centro storico . Dopo una bella doccia e una buona cena facciamo un giro in centro che è molto carino. Le case sono a traliccio ed il centro è ben conservato. Nei vicoli si trovano tanti localini e birrerie, naturalmente.

29.6. sabato
Piove. Decidiamo comunque di fare un altro giro in centro per scattare qualche foto.. Troviamo anche un mercato di frutta, verdura e fiori e facciamo la spesa. Compriamo delle buonissime ciliegie made in Italy e le paghiamo molto meno che da noi! Dopo aver scattato un po’ di foto ripartiamo per Puttgarden.
Alle ore 13,10 siamo a Puttgarden, facciamo subito il biglietto per il traghetto – euro 107,00 – ed alle 14,45 siamo già in Danimarca .Come sempre l’organizzazione e’ ineccepibile, paghi ma hai in cambio buoni servizi.
Ha smesso di piovere. Alle 17,00 circa attraversiamo il famoso ponte di Oresund – euro 94,00 e finalmente siamo in Svezia e c’è il sole.
La costruzione del ponte Oresund che collega la Danimarca alla Svezia ebbe inizio nel 1995 e l’apertura al traffico è avvenuta nell’estate del 2000. Il ponte è il più lungo al mondo ad essere sorretto da cavi per il traffico su strada sia su rotaia e misura 7,8 km, vi è poi un tunnel sottomarino di km 3 che risale in superficie appena a nord dell’aeroporto di Copenaghen. Questo è il più lungo tunnel combinato strada/ferrovia del mondo.
Ci fermiamo in un campeggio a Kristianstad. Dopo una doccia calda e una squisita cena facciamo quattro passi in centro .In centro ci sono molti locali dove si mangia e si beve, anche all’aperto. Quanto giovani, ma i vecchietti dove sono?

30.6 domenica
Partenza direzione Stoccolma. Piove, viaggiamo tutto il giorno. Le strade per fortuna non sono a pagamento. Il paesaggio è sempre quello, abeti, abeti e betulle. Verso le 17,00 arriviamo a Stoccolma.
L’area di sosta si trova sull’isola di Langholmen, sotto un ponte lungo un km e 600 metri. Dopo cena lo percorriamo e ci dirigiamo verso Gamla Stan, la città vecchia.
Percorriamo le sponde dell’isola dove si trova la città vecchia, sono un incanto, verdissime e piene di fiori; c’è la pista ciclabile per le bici ed il marciapiede per i pedoni, ma soprattutto i pedoni usano il marciapiede ed i ciclisti la pista ciclabile a loro riservata, proprio come da noi!!!!!
Ci sono tantissimi giovani che corrono o passeggiano sul marciapiedi che porta al centro città ed oltre a piante e fiori numerosi localini lungo la riva del lago. Facciamo un primo giro di perlustrazione e passiamo davanti al municipio – Stadshuset- costituito da otto milioni di mattoni bruni, con la sua torre a forma di faro. E’ qui che ha luogo ogni 10 di dicembre il banchetto organizzato per la cerimonia dei Nobel.
Stoccolma è stata costruita su uno splendido arcipelago tra il mar Baltico e l’imboccatura del lago Malaren, la “Venezia scandinava”, sorge su 14 isole ed è una delle rare capitali al mondo che possa vantare parchi, spiagge, rive che invitano ai bagni ed alla pesca al salmone persino una stazione sciistica in piena città. D’inverno il lago ghiaccia e si trasforma in una pista di pattinaggio.

1.7. Lunedì
Torniamo sull’isola Gamla Stan e facciamo il tour in battello tra le varie isole che compongono Stoccolma. Le rive sono verdissime e incredibile ci sono le spiagge per prendere il sole. Ritornati sulla terra ferma andiamo a vedere il palazzo reale Kungliga Slotte, , in stile barocco italiano ed è uno dei più grandi castelli d’Europa, passiamo per la Strandvagen un grande viale bordato di tigli e fiancheggiato dagli edifici più belli della città.
Attraversiamo un grazioso ponte in ferro battuto e ci troviamo nel quartiere di Nybroplan, immerso nel verde .L’isola è il tempio della cultura, infatti è sede di numerosi musei e del teatro reale ma inizia a piovigginare ed allora decidiamo di rientrare anche perché sono le sei del pomeriggio e siamo in giro dal mattino.
Meno male che smette subito di piovere ed esce un caldo sole.

2.7 martedì
Tappa di trasferimento. Il paesaggio è monotono ma ogni tanto compare qualche laghetto e sembra di essere in una fiaba; le casette tutte rosse si specchiano nei laghi ed al posto dell’auto è “parcheggiata” la barchetta.– A sera dormiamo in un area di sosta

3.7 mercoledì
Si riprende la lunga strada. Attraversiamo boschi e laghi, a volte ci fermiamo per riempirci gli occhi dei paesaggi che stiamo attraversando. Nel primo pomeriggio passiamo in Finlandia. I boschi di abeti sono sostituiti da boschi di betulle.
Siamo nel circolo polare artico. Da metà maggio a fine luglio il sole non tramonta mai.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Rovaniemi e l’impatto non è dei migliori perché la prima cosa che incrociamo è un grosso centro commerciale. Giriamo il paese in cerca della casa dii Babbo Natale e svoltato l’angolo rimango di stucco; casette di legno, parchi, piste ciclabili e l’immancabile laghetto. Naturalmente tanti bambini che giocano nei parchi e ragazzi e ragazzi che corrono nel verde. Chissà d’inverno con la neve! Non riusciamo a trovare nessuna segnalazione per la casa di Banno Natale.
Mi viene in mente che forse non abita a Rovaniemi ma a Napipijri e finalmente la troviamo.
Entriamo nel villaggio di babbo Natale ed oltre alla sia casa ci sono ristoranti, bar e negozi di souvenir. Ci sono parcheggiati diversi camper ed anche noi passiamo lì la notte. Dopo cena facciamo quattro passi nei dintorni e ci ritroviamo in un quartiere di casette di legno, ordinatissimo, pulitissimo e insomma perché da noi non è così?

4.7 giovedì
Di prima mattina entriamo nella casa di babbo Natale, c’è un’organizzazione incredibile.
L’entrata è libera, Saliamo una lunga scalinata e veniamo accolti da una graziosa ragazza che ci introduce nella stanza di Babbo Natale. Quando lo vediamo non possiamo fare a meno di esclamare oooooh meravigliati .E’ un signora anzianotto, vestito di tutto punto, ha una barba, bianca, lunghissima ma la cosa che più mi ha colpito sono le ciabatte, sono enormi. Ci chiede, in inglese, da dove veniamo ed io rispondo dall’Italia. A questo punto ci chiede se da Milano o da Roma. Facciamo l’immancabile foto – euro 25,00 – e ci dicono che con sette euro, si può lasciare l’indirizzo e a Natale si riceve la letterina di Babbo Natale. Ci rimettiamo in viaggio. Mentre noi ce né andiamo cominciano ad arrivare i bus di turisti. Certo che per i bambini è una bella esperienza.
Passiamo dal lago Inari che è una delusione e quindi imbocchiamo la strada che ci porterà in Norvegia.
La strada è tutto un sali e scendi sembra di essere sulle montagne russe. Il panorama cambia Gli alberi sono sempre più rari, le montagne sembrano ricoperte di velluto verde. Le case sono poche e isolate tra loro. Passiamo una vecchia galleria poco illuminata poi un altro tunnel abbastanza lungo .Quindi un tunnel di km 6,8 che una volta imboccato incomincia a scendere. Mi viene il dubbio che sia il tunnel sottomarino ma mi aspettavo di pagare il salato pedaggio invece, per fortuna da quest’anno è stato abolito .
Arrivati ad Honningsvag non troviamo indicazione per Capo Nord .La nostra preziosa guida dice che dal paese partono numerosi bus per Capo Nord ed effettivamente diversi bus stanno salendo lungo una strada stretta e tortuosa. Decidiamo di seguirli, da qualche parte andranno pure…
Finalmente verso le 20,00 arriviamo a Capo Nord – parcheggio euro 62,00 circa – e non c’è nulla, né corrente né carico/scarico .Dopo cena entriamo nel bunker dove si trovano bar, ristoranti negozi di souvenir e una sala dove viene proiettato un filmato di Capo Nord nelle quattro stagioni. Alle 23,00 circa usciamo e …. troviamo ancora il sole oltre ad una moltitudine di persone che sono scese dai numerosi bus che scaricano i turisti a frotte per ammirare lo spettacolo della natura. Il sole da metà maggio a fine luglio non tramonta mai. Siamo emozionati, Gino ha gli occhi lucidi, ce l’abbiamo fatta, da soli, e lo spettacolo ci ripaga del lungo viaggio. A turno facciamo la foto di rito vicino al mappamondo, simbolo di Capo Nord. Ci affacciamo dal parapetto e vediamo….. solo mare, immenso, e un sole rosso all’orizzonte. Fa freddo, ci avviamo al camper stanchi ma felici.
71°10’21” di latitudine nord.

5.7 venerdì
Anche oggi c’è il sole, siamo stati fortunati perché molti trovano la nebbia! Dopo qualche fotografia iniziamo il percorso di ritorno.
Incontriamo gruppetti di renne che ci attraversano la strada proprio come delle ochette. – Passiamo da Alta dove c’è un museo all’aperto di petroglifi ma non riusciamo a trovare un parcheggio. Sono tutti a pagamento e va bene ma le indicazioni sono solo in norvegese!!! A questo punto proseguiamo e ci fermiamo a dormire in un paesino in riva al mare e piove.

6.7. sabato
Partiamo alla volta di Tromso dove arriviamo nel tardo pomeriggio La corona di montagne innevate che domina il paesaggio offre uno spettacolo mozzafiato. Passiamo il lungo ponte ad arco che unisce la città alla terraferma e cerchiamo un parcheggio. Lo troviamo in riva al mare di fianco al museo Polaria
Subito facciamo un rapido giro della città, ripassiamo il ponte a piedi (fa un freddo barbino) ed andiamo a vedere la Ishavskatedralen – – la Cattedrale Artica come viene solitamente chiamata la Tromsdalen Kirke. Costruita nel 1965 è formata da 11 archi triangolari che ricordano i crepacci dei ghiacciai.
Ritorniamo in centro e giriamo per le vie. Le case sono tutte in legno una più bella dell’altra. Ci sono tantissimi locali perché è sede di una prestigiosa università, infatti ci sono tantissimi giovani. Mi piacerebbe tornarci in inverno con la neve ma chissà che freddo.

7.7. domenica
Piove e fa freddo. Andiamo a visitare il museo Polaria. Dopo un breve filmato dedicato alle isole Svalbard vediamo una mostra sull’aurora boreale ed alcuni acquari e un trio di vivaci foche, poverine saranno anche protette ma lo spazio a loro disposizione è misero.
Quando usciamo splende il sole ma c’è vento. Facciamo un altro giro della città ci dirigiamo al porto dove c’è il Polarmuseet . Il museo è dedicato alle prime spedizioni di ricerca al Polo ma è anche una mostra sulla caccia e la cattura degli animali artici. Inoltre fuori del museo c’è la terribile fiocina esplosiva impiegata per l’uccisione delle balene per cui decidiamo di passare oltre.
Visitiamo la Domkirke, la cattedrale luterana di Tromso che è anche una delle più grandi chiese in legno della Norvegia e la Katolsk Domkirke la chisa cattolica.
Tromso è per me una delle città più belle che ho visto fino ad ora e dopo pranzo, a malincuore partiamo direzione isole Lofoten e Vesteralen.
Nel tardo pomeriggio passiamo un ponte spettacolare e siamo su un’isola delle Vesteralen. Ci accoglie un enorme arcobaleno ma dopo qualche curva si scatena il diluvio; pioggia e vento. Ci fermiamo in una area di sosta un po’ nascosta dove ci sono altri camper parcheggiati e lì passiamo la notte

8.7 lunedì
Ancora pioggia. Arriviamo a Sortland che è la captale delle Vesteralen e piove. Ci fermiamo a fare la spesa e dopo un giro della città riprendiamo alla volta di Myre Oksenes dove ci fermiamo a pranzare in un porticciolo con una veduta meravigliosa.
Nel pomeriggio riprendiamo il nostro giro ed andiamo dalla parte opposta dell’isola a Melbu dove traghettiamo per le Lofoten.
All’imbarco facciamo conoscenza con una coppia che ha un camper targato Svizzera ma sono italiani e con loro arriviamo a Svolvaer la capitale delle Lofoten. Finalmente ha smesso di piovere e facciamo il giro del paese che è molto carino.
Al porto è arrivata una nave da crociera che scarica una marea di persone che si mettono a correre per visitare in poco tempo, tutto quello che è possibile vedere.
Il paese è bellissimo, le case, naturalmente di legno, si affacciano sul mare. Il porto è un gioiello. Mi piace proprio tutto di questo paesotto, pardon, città.

9.7. martedì
Piove a dirotto. Insieme ai signori conosciuti andiamo a vedere la Vagan Kirke.E’ la seconda chiesa in legno della Norvegia in ordine di grandezza ma la più grande del nord ed ha ben 1200 posti a sedere .
La costruzione è iniziata nel 1895 e terminata nel 1898.
Andiamo quindi a Vestvagoy a vedere il museo vichingo. Sono state ricostruite le grandi capanne vikinghe, nei minimi particolari, dove si svolgeva la vita travagliata dei guerrieri. Visitiamo anche una nave vikinga . Continua a piovere. Dopo pranzo salutiamo i signori che rimangono in parcheggio per la notte e noi andiamo a Eggum grazioso paesino in capo al mondo.Ad un certo punto la strada si restringe, ci passa solo il camper. Troviamo tre case a destra e quattro a sinistra e incredibile la strada finisce, non c’è nulla solo un panorama che sarebbe meraviglioso se solo smettesse di piovere e si dissolvesse la nebbiolina sul mare La nostra guida dice che c’è un sentiero lungo una decida di kilometri che congiunge questo paese ad un altro minuscolo paesetto. Piccolo particolare non si può parcheggiare perché la strada permette solo il passaggio di un autoveicolo……Ritorniamo indietro
A sera ci fermiamo in campeggio a Ramberg. Il panorama è da cartolina. La spiaggio è di sabbia bianca ed il mare è verde smeraldo ma continua a piovere.
Verso sera smette di piovere ma c’è un vento gelido.

10.7 mercoledì
Forse ha smesso di piovere, pioviggina. Ci rimettiamo in cammino per andare a prendere il traghetto che ci riporterà sulla terra ferma. Passiamo diversi paesini, uno più bello dell’altro. Vediamo file e file di tralicci di legno per essiccare il merluzzo oltre all’odore non proprio invitante del pesce seccato….
Io mi sfogo con la macchina fotografica; il blu del mare, il rosso delle casette che si specchiano nell’acqua, il verde/marrone delle montagne in cima alle quali c’è un po’ di neve. Arriviamo a Moskenes dove c’è il porto e parlando con dei signori italiani scopriamo che la traversata delle ore 10.30 è cancellata. Prossimo imbarco ore 14.00.
Andiamo quindi a visitare l’ultimo paese delle Lofoten che è anche il più bello in assoluto; si chiama A con il pallino sopra la A.
E’ un gioiellino. E’ una sorta di museo vivente, un villaggio di pescatori perfettamente conservato con una fila di rorbuer rosse sul lungomare, essicatoi per il merluzzo e veduta da cartolina dietro ogni curva .Entriamo in un forno a comprare dei dolcetti locali e quindi torniamo a Moskenes e ci mettiamo in fila per salire sul traghetto che puntuale parte alle ore 14.00.
Alle 17.30 arriviamo a Bodo e incominciamo a percorrere la 17 ovvero la strada dei fiordi, una realtà naturale senza pari, tra fiordi, montagne e spettacolari baie.
Dopo altri tre traghetti ci fermiamo a dormire, piove a diritto.

11.7 giovedì
Riprendiamo la strada per Trodheim e la nostra cara E6 e viaggiamo tutto il giorno. A sera, dopo altri due traghetti iniziamo a percorrere la strada atlantica definita la strada più bella del mondo. Questa strada fantastica e spettacolare è un’attrazione turistica molto popolare che permette di vedere panorami mozzafiato. E’ famosa anche per i ponti che la attraversano.

12.7 venerdì
Ormai passiamo da un traghetto all’altro ed a sera ci troviamo vicino a Molde, domani dovremmo fare il passo dei Trolls.

13.7 sabato
Naturalmente piove ed è entrata acqua dal portellone. Passiamo Andalsnes e continua a piovere e le montagne non si vedono perché c’è nebbia.
E’ impossibile fare il passo dei Trolls dove si sale fino a 1780 metri per vedere il fiordo dall’alto quando c’è nebbia e piove a dirotto.
Decidiamo di puntare verso Oslo e di rimandare all’anno prossimo il passo dei Trolls, la crociera sul Geiranger e Berger.
Lungo la strada ci fermiamo a vedere la chiesa di Lesja in legno che è bellissima
Pioviggina tutto il giorno ma a circa 100 km da Oslo il sole! Ci fermiamo in un paesino che si chiama Jevnaker che è in riva ad un lago e pernottiamo. Qui ci sono altri camper ed un famiglia sta prendendo il sole.

14.7. domenica
Evviva c’è ancora il sole. Riprendiamo il nostro viaggio ed andiamo a Heddal dove c’è una chiesa fiabesca; è la più grande, nonché una delle più belle delle 28 chiese in legno strutturale ancora conservate in Norvegia
La chiesa fu costruita nel XIII secolo e fu consacrata nel giorno di San Crispino, il 25 ottobre. Uno scritto runico dice che la chiesa fu consacrata alla Vergine.
Verso il 1300 l’interno della chiesa fu riccamente decorato da immagini della processione, in seguito ricoperte con dei motivi decorativi a fogliame verso la fine del XVII secolo. Le antiche pitture sono state scoperte nel 1930.
Sul muro della cappella i dodici apostoli sono ritratti a grandezza naturale. L’altare è del 1667. La sedie del vescovo (XIII secolo) rappresenta una vecchia saga norvegese.
Fu restaurata nel 1952-54. Il costo del restauro fu sostenuto dal direttore generale della fabbrica Tinfos.
La chiesa di Heddal funge ancora da chiesa parrocchiale ed i servizi religiosi sono regolarmente celebrati.
La Norvegia ha una chiesa ufficiale, la Chiesa Protestante di Stato che si basa sulla confessione evangelico-luterana.
Visitiamo anche un piccolo villaggio ricostruito in legno che è a pochi passi dalla chiesetta.
Al ritorno ci fermiamo alle miniere di argento che si trovano a circa 8 km da Kongsberg. Saliamo su un trenino con 14 vagoncini in ferro con una porticina chiusa da una grata. Il tunnel è lungo 2,3 km e fu faticosamente scavato attraverso la montagna per far defluire l’acqua dalle miniere. Costruito senza macchinari né dinamite – i minatori riscaldavano le rocce con il fuoco e poi vi gettavano sopra dell’acqua per fare in modo che si spaccassero – il tunnel progrediva di sette cm al giorno e per completarlo ci vollero 73 anni (dal 1782 al 1855). All’interno ci sono le attrezzature utilizzate per l’estrazione dell’argento oltre ad un ingegnoso montacarichi scricchiolante e ad un’area di lavoro composta da 65 gradini bagnati e scivolosi.
Peccato che la guida parla solo norvegese ma si sa l’italiano non è mai considerato.
Dopo la visita partenza per Oslo dove, incredibile ma vero, abbiamo trovato immediatamente l’area di sosta che si trova sul mare di fianco ad un rimessaggio per le barche.
Dopo cena ci dirigiamo verso il “centro città” ed arriviamo al quartiere di Aker Brygge, un’ex cantiere navale trasformato in un centro residenziale, commerciale e gastronomico senza paragoni. I palazzi e le torri di vetro si affacciano sul fiordo, dove c’è persino una spiaggia ed una prato per prendere il sole. Ci sono numerosi ristoranti e locali gremiti di persone che cenano e sbevazzano allegramente. Ci sediamo sulla panchina ad osservare il viavai multietnico che passa davanti a noi.

15.7 lunedì
Di primo mattino ritorniamo a Aker Brygge, quindi ci dirigiamo verso il Nobel Fredssenter , il palazzo che ospita il premio Nobel per la pace. Abbiamo passeggiato lungo la Karl Johans gate , un nome di re per una strada da re, un viale del passeggio gremito di negozi eleganti, hotel di lusso. Il viale inizia dal castello reale Det Kongelige Slott, passa davanti al Teatro Nazionale ed al parlamento – Storinget – e termina davanti alla stazione centrale
L’edificio del Parlamento norvegese è stato costruito nel 1866 in mattoni gialli ed è uno dei più affascinanti d’Europa nel suo genere. Ma la cosa incredibile è che non c’è un poliziotto fuori a guardia ma addirittura ci siamo seduti sulle panchine che circondano il palazzo a mangiare i panini!!!!!
Abbiamo visitato e camminato” sopra” il tetto del Teatro dell’Opera, dichiarato il teatro dell’opera più bello del mondo. La struttura, completata in cinque anni, è in vetro e marmo bianco di Carrara è stata concepita in modo da assomigliare ad un iceberg che galleggia al largo di Oslo.
Dopo cena abbiamo gironzolato per un quartiere vicino all’area di sosta. Anche qui palazzi di vetro e cemento, modernissimi ma ordinati. Sui balconi che hanno la recinzione in vetro, ci sono solo tavolini, sedie e fiori, non come da noi che li trasformiamo in ripostigli e pattumiere.

16.7 martedì
Di mattina come prima tappa siamo andati, a piedi, al parco Vigeland che è una straordinaria mostra all’aperto delle opere dello scultore norvegese Gustav Vigeland e che ospita ben 212 sculture e circa 650 statue dell’artista in granito e bronzo.. Le statue raffigurano i soggetti più svariati, come tranquille coppie di anziani, amanti abbracciati, mendicanti emarginati ed una moltitudine di bambini.
Sempre a piedi siamo tornati sulla Karl Johans gate e quindi siamo andati al museo Nazionale a vedere la mostra di Edvard Munch. Quest’anno ricorre il 150 anniversario della sua nascita.
Abbiamo acquistato un biglietto cumulativo per questa mostra e per il museo Munch che abbiamo visto nel pomeriggio.
Siamo andati quindi a vedere il castello e la fortezza di Akershus – Akershus Slott e Akershus Festnig. – entrambe di epoca medievale sorgono in posizione strategica sul lato orientale del porto.
Dopo tanto scarpinare siamo ripassati dall’Aker Brygge ed abbiamo gustato un buon cono gelato alla modica cifra di euro 4.5 l’uno.

17.7 mercoledì
Lasciato a malincuore Oslo riprendiamo il nostro viaggio e verso le 11 arriviamo a Fredrikstad e ci dirigiamo verso la Gamlebyen (città vecchia) che è una delle città fortificate più belle e meglio conservate di tutta la Scandinavia. Le case a graticcio, i fossati, le porte ed il ponte levatoio sono semplicemente incantevoli. Fu costruita nel 1663 e divenuta un importante centro dedicato ai commerci che collegava la Norvegia meridionale con l’Europa continentale.
Continuiamo il nostro pellegrinare e passiamo in Svezia. Ci dirigiamo a Fjallbacka, un paese sul mare molto carino con case dipinte a colori vivaci e colline rocciose ma non troviamo un parcheggio.
Proseguiamo e dopo pochi km ci fermiamo a Hamburgsund un minuscolo paesino e la cosa più notevole è il piccolo stretto che separa l’isola di Hamburgo dalla terraferma: il traghetto che vi fa servizio copre una delle tratte più brevi in tutta Europa: meno di 200 metri.
Facciamo la spesa e continuiamo sulla strada costiera per cercare un posto dove passare la notte.
Ci fermiamo in un campo dove ci sono altri camper ad Asa a due passi dal mare Dopo cena facciamo un giro in spiaggia e incredibile ma vero diverse persone con al seguito i bambini fanno il bagno in mare!!! Io naturalmente oltre ai jeans e maglietta porto anche una felpa.

18.7 giovedì
Passiamo tutta la giornata in spiaggia. C’è vento ma si sta bene al sole. La spiaggia si riempie di bimbi e genitori che fanno il bagno ma almeno è giorno!
A sera facciamo un giretto in paese ed al ritorno percorriamo una strada che passa in mezzo alle ville del paese.
Le case naturalmente sono di legno, circondate da giardini fioriti e con una moltitudine di alberi, proprio il paese dei sogni.

19.7 venerdì
Ripartiamo e arriviamo a Helsinborg e ci imbarchiamo per la Danimarca – costo del traghetto per la traversata che dura 20 minuti 106,00 euro, non male!
Attraversiamo la Danimarca ed arriviamo a Rodby dove ci imbarchiamo per la Germania. – euro 107,00 ma la traversata dura 45 minuti circa
A sera ci fermiamo a Lubecca un gioiello di città.

20.7 sabato
Passiamo tutta la giornata a Lubecca. La città è circondata dal fiume Trave che sfocia nel mare Baltico, le rive sono verdissime e nel pomeriggio prendo anche il sole!
Visitiamo il centro, la piazza del mercato, il duomo (su una panca all’esterno del duomo c’è una statua che rappresenta un diavoletto seduto), le due famose porte – Burgtor del 1444 e Holstentor del 1477 che segnavano l’ingresso in città. A mezzogiorno ci fermiamo in un ristorantino all’aperto dove servono solo pesce fritto con le patate.

21.7 domenica
Di primo mattino lasciamo Lubecca e continuiamo il nostro viaggio di ritorno. Ci fermiamo a Braunschweig dove troviamo un’area di sosta. Nel pomeriggio percorriamo la solita pista ciclabile in mezzo al verde, che costeggia un fiume arriviamo in centro.

22.7 lunedì
Ripartiamo e prima di mezzogiorno arriviamo a Erfurt. Parcheggiamo allo stadio ed andiamo in centro. Fa un caldo terribile. Mangiamo un panino e dopo un rapido giro della città ci rimettiamo in viaggio destinazione Bamberg dove arriviamo nel pomeriggio.

23.7 martedì
La città è un gioiello architettonico.. Il centro storico è stato costruito su sette colli ed è sopravvissuto intatto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Il baricentro della città è il fiume Regnitz che diviso in due rami e attraversato da 80 ponti, percorre per otto km il centro urbano. In mezzo al fiume, a cavallo tra due ponti, nel XV secolo eressero il municipio (Atles Rathaus). Siamo saliti alla vecchia fortezza (Altenburg) quindi abbiamo visitato il duomo di san Pietro e san Giorgio, consacrato nel 1012, ed altre meraviglie.
Visitiamo anche il museo storico dove sono ricostruite le vicende remote e recenti della città.
Nel pomeriggio ripartiamo destinazione Lechbruk am see che è al confine con l’Austria.
Arriviamo verso le sei. Il campeggio è proprio in riva al laghetto.

24.7 mercoledì
Ci incamminiamo lungo le rive del laghetto. Le sponde naturalmente sono verdissime, a tratti la vegetazione è così folta che non si vede l’acqua del lago. In circa due ore di camminata facciamo tutto il giro del lago. Passiamo addirittura un ponte di legno ricoperto. Nel pomeriggio si scatena un temporalone ma nel giro di mezz’ora ritorna il sole ed allora ci rechiamo a vedere un altro laghetto che avrà la circonferenza di circa 50 m.

25.7 giovedì
E’ ora di rientrare in Italia. Abbiamo deciso di passare da Vicenza a salutare i ragazzi. Nel primo pomeriggio mi viene in mente di uscire a Rovereto e vedere Folgaria. Idea infelice perché per percorrere circa 80 km(da Folgaria e Vicenza) impieghiamo tutto il pomeriggio. Ma a sera arriviamo a Vicenza e finalmente possiamo sbaciucchiare il nostro bimbo.
Con Alessandro e Claudia andiamo al ristorante “ i sette santi” che si trova su un colle da dove si vede tutta Vicenza illuminata; è veramente uno spettacolo. Passiamo una bellissima serata a mangiare ed a chiacchierare.

26.7 venerdì
Con Alessandro andiamo da Bonometti, un concessionario di camper a dare un’occhiata alle ultime novità. Peccato che il nostro camper lo valutano proprio poco.
Salutiamo Alessandro e nel pomeriggio arriviamo a casa.
E’ stato proprio un super viaggio. Siamo soddisfatti anche se un po’ stanchi per tutti i chilometri percorsi – 9940 – ma né valeva la pena. I paesaggi sono meravigliosi, la natura superba ed anche viverci non deve essere male visto che la Norvegia e la Svezia sono sempre ai primi posti nella classifica mondiale per il migliore livello di vita.
Speriamo l’anno prossimo di poter terminare il nostro tour visitando la Norvegia del sud.
Le guide Svezia e Norvegia della Lonely Planet sono come al solito indispensabili per viaggiare e per gli accenni di storia che ho ampiamente scopiazzato.

Percorsi km 9940

Gasolio € 1.534,10
Vignette Austria x 2 € 16,60
Ponte Insbruk x 2 € 17,00
Traghetto Puttgarden – Rodby x 2 € 214,00
Ponte Malmo € 94,00
Traghetto alle Lofoten € 37,50
Traghetto x Bodo € 219,00
traghetto Foroy € 23,00
traghetto € 57,00
traghetto € 35,00
traghetto € 30,00
traghetto € 26,00
traghetto Helsinborg x Helsingor € 106,00
camping € 875,10
spesa e varie € 318,00
spesa e varie € 767,41
Totale € 3.494,61

Non è conteggiato il pedaggio autostradale da e per il Brennero perché usiamo il Telepass!!!!!

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