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Set 20

Diario della gita in Val di Mello

 

 

Col Casscamper in Val di Mello,…… si è stato troppo bello.

 

Sabato e domenica scorsa, 20 e 21 Luglio si è tenuta la gita sociale in Val di Masino e Val di Mello sopra Morbegno in Valtellina, come al solito e chi potrebbe pensare altrimenti , tutto è andato bene ed abbiamo passato 2 giorni in lieta compagnia in un ambiente naturale bellissimo anche se molto frequentato.

 

Sabato, arrivo frazionato al campeggio di Sasso Remenno in Val Masino, sistemazione in un’area dedicata al nostro gruppo che consisteva di 7 camper (Assa 3, Brusa 4, Villa 2, Margutti 2, Cadeo 2+1, Bassani 2 e Bura 6), 1 maggiolina (Monica, Sandro+2), 1 tenda (Baro 2), altri due amici (Gianni e Betta) sistemati in roulotte.

Campeggio piccolo, semplice ma con tutti i servizi a tariffa low cost 13 €/gg ( però doccia calda un po’ cara 2 €), base ideale per le arrampicate sui sassi e per le escursioni nelle valli circostanti.

Sabato pomeriggio performance di scalate (riservate agli under-60) sul Sasso Remenno, i sassisti del gruppo Casscamper guidati dal super eroe Assa (cappello da marine in missione Irak in testa)si cimentano con corde, moschettoni, imbragature,scarpette e dita delle mani sgarbelate .

C’è chi apre, chi sale, chi scende, chi carica, chi aggancia, chi recupera “insuma un via vai che te disi no”.

Paolo con la tutina lucertola si aggrappa ad ogni minima sporgenza “el va ‘me un ghess”, Ivo con le palpitazioni di mamma Eli sale, scende, risale e riscende anche mentre piove, Elisa B. si cimenta anche lei salendo con grazia la liscia parete e poi Sandro, mentre papà Assa è sempre sotto e tira/molla la corda con attenzione e indicazioni.

Tutto questo movimento, fatica, sudore, adrenalina e anche qualche goccia di fifa è stato possibile grazie al forte sostegno emotivo ed empatico del gruppo a terra che commentava, incoraggiava e virtualmente soffriva con i nostri freeclimbers, …..dai forza, dai su, un po’ a destra, carica, spingi,ecco hai visto…attento la corda.

Nel tardo pomeriggio anche Bura, Bassa e Baro hanno aggredito il sasso ma non essendo presente non posso cantar delle loro imprese, attendiamo testimonianze dirette .

Si avvicina la serata e si passa ad organizzare la cena conviviale, Bura con il suo sperimentato savoir faire chiede ed ottiene, dalla signora del camping, l’utilizzo di un’area coperta con tavoli e sedie che ci riparerà egregiamente dal temporaletto estivo che si presenterà in tarda serata.

In pochi minuti si appronta una tavolata per 26 persone, si squadernano cibi e bevande in abbondanza e oltre : salame nostrano (del Sandro), caponata, arrosti, crackers con patè (della Teresa), polpettone di tonno, sottoli (del Giovanni) e tanto altro, compresi dolci, buon vino e una grappa al caffè da leccarsi i baffi (del Felice).

Tanta bella compagnia, si chiacchera amabilmente e ci si prende in giro ( con leggerezza) come al solito, la serata passa in un battibaleno è arrivata “mezzanotte quasi la una”, tutti a nanna in una fresca notte che non può far altro che conciliare il sonno “ dei giusti e soprattutto dei sazi”, domani ci aspetta una bella scarpinata.

Risveglio domenicale tra le 8 e le 8,30, la corona delle vette della Val Masino con il massiccio del Ferro ed il ghiacciaio del Pizzo Badile, della Cima di Castello e le prime propaggini del M.te Disgrazia è illuminata dal sole solo sulle cime anzi c’è un po’ di nuvolaglia proprio sopra i boschi della Val di Mello.

Ma l’allegra compagnia non si scoraggia percui colazionati e affardellati si parte per la nostra meta.

Paolo e Cinzia ci accompagnano solo fino a San Martino perché devono rientrare a Cassano, ci salutiamo e via.

Il gruppo Casscamper continua : chi attraverso il sentiero che costeggia il torrente Mello, chi con il pulmino che li trasporta fino all’inizio vero e proprio della Val di Mello ( baita Gatto rosso), vedi la scheda sottostante:

 

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L’origine del nome è da ricercarsi nel paese di Mello, comune non contiguo alla valle, in quanto posizionato circa 20 km più a Ovest, sulla Costiera dei Céch, (costiera degli asini) i cui abitanti (melat) fin dai secoli passati hanno diritto di pascolo in questa valle.

La Val di Mello inizia dal paese di San Martino e termina contro il gruppo del monte Disgrazia, precisamente contro la sua anticima o Monte Pioda, anche se la vetta del Monte Disgrazia risulta visibile al di là della cresta spartiacque. Il versante sinistro orografico della val di Mello, che è grossolanamente orientata da ovest a est, risulta quindi esposto a nord e ombroso ed è caratterizzato da valloni brevi e molto ripidi, molto selvaggi e poco frequentati da escursionisti ed arrampicatori. Il versante opposto, in pieno sole, presenta invece alcuni grandi valloni secondari, a partire dalla testata la val Cameraccio, la val Torrone, la val di Zocca, la val Qualido e la val del Ferro, caratterizzati da stupende pareti rocciose, spettacolari circhi morenici e pianori alternati a salti percorsi da cascate. Attualmente i fenomeni glaciali sono molto ridotti all’estremità superiore dei circhi ed i piccoli ghiacciai rimasti, tranne qualche eccezione, sono poco più che nevai perenni.

Un famoso sentiero in quota, detto sentiero Roma, proveniente e terminante in valli adiacenti, collega le testate dei grandi valloni secondari con un percorso escursionistico certamente tra i più spettacolari delle alpi. Ma l’aspetto più caratteristico di tutta la valle e delle sue valli laterali è l’enorme estensione delle pareti rocciose che si presentano lisce, chiare e luminose e creano un paesaggio estremamente particolare spingendosi dalle più alte vette, che passano i tremila metri, fino a lambire il fondovalle al di sotto dei mille metri di quota. La natura litologica della zona, in gran parte caratterizzata da una roccia granitoide detta ghiandone, molto compatta ed idonea all’arrampicata, unita appunto all’estensione delle pareti rocciose, fanno della val di Mello una delle destinazioni scelte dagli arrampicatori. Le sue caratteristiche la rendono una meta appetibile per escursionisti, alpinisti e amanti della montagna.

La Val di Mello è un importante sito d’arrampicata per il bouldering e le vie lunghe su roccia di granito.

Sono presenti una ventina di pareti, tra le più conosciute

  • Precipizio degli Asteroidi: parete di 400 metri con una decina di vie, tra cui la famosa Oceano Irrazionale, via di Ivan Guerini e Mario Villa del 1977.
  • Scoglio delle Metamorfosi: parete di 200 metri su cui sale la famosa via in fessuraLuna Nascente, salita per la prima volta da Antonio Boscacci, Mirella Ghezzi, Graziano Milani del 1978.
  • Monte Qualido: parete dai 400 agli 800 metri.

Sui massi della Val di Mello sono tracciati più di 2000 passaggi. Ogni anno vi si disputa un raduno internazionale di bouldering, il Melloblocco.

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I Casscamperisti con energia (non tutti,io e Felice abbiamo fuori la lingua) si inoltrano nell’ampio sentiero che li porterà in valle, intanto il tempo si è messo decisamente al bello ed un caldo sole ci fa sudare ma anche abbronzare, siamo in folta compagnia, intere famiglie con molti bambini anche piccolissimi, gruppi di giovani arrampicatori, boulderisti o semplici turisti percorrono il sentiero che da ambedue i lati del Mello si inoltra verso le casere e i passaggi per i rifugi del Disgrazia.

Il verde, i declivi erbosi, gli alberi, i torrenti che a cascata arrivano a confluire nel Mello, formando laghetti, gore, impetuosi ruscelli, ghiaiose spiaggette fanno di questo ambiente una vera e propria meraviglia della natura, la fresca brezza che spira in questo vallone contempera il caldo secco del sole di luglio ed invita a bagnarsi o per i più arditi a nuotare negli slarghi e nelle ampie pozze del torrente, gioia di Polly e Mila i due bei Labrador di Monica e di Sandro che personalmente non disdegna qualche freddo tuffo.

Dopo una buona ora di camminata ci accomodiamo in un prato tra due rami del Mello, in prossimità della Baita Resega, Baro e Bassa con rispettive signore continuano per un’altra mezzoretta la loro escursione, al ritorno ci lasceranno per rientrare a Cassano nel primo pomeriggio.

Pomeriggio tranquillo, qualcuno pranza al sacco, altri assaggiano la polenta e taragna e le costine della baita, ci si rilassa e ci si conosce un po’ di più, si parla di casa, dei figli o dei nipoti, delle prossime vacanze e si scambiano consigli, insomma ci si affiata nello spirito leggero e libero dell’associazionismo naturista e camperista.

Poi però “come tutte le più belle cose” si deve tornare, lentamente quasi con ritrosia ci mettiamo sulla via per il camping e passo dopo passo rientriamo alla base appena in tempo per non farci bagnare dal temporale delle 17,35 e dopo le ultime battute, l’ultima birra o caffè, cominciano le partenze.

Restiamo solo io e Teresa, passeremo la notte qui e domani con calma anche noi torneremo a Cassano, senza prima aver fatto scorta di biscotti alla Galbusera.

E così anche questa storia è finita ma non è cominciata con un “c’era una volta” perché ce ne saranno sicuramente ancora tante di occasioni di stare assieme in allegra e simpatica compagnia.

Grazie a tutti le amiche e amici del Casscamper e allaaaaa prossssimaaa……………………

21.07.2013 Giancarlo detto Nonno Gian

2 comments

  1. bura

    Complimenti al nonno Gian per aver raccontato questo fine settimana all’insegna della natura e della buona compagnia .Grazie a tutti e alla prossima.
    Nonno Gian tasè un bùlo !!!!

  2. assa

    grande villa, la valle è sempre uno spettacolo………e tanti ricordi

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